Sopra i tetti di un mondo

una finestra su Napoli…

san martino.mdp

“Era tutto poggiato sul davanzale in modo casuale,
eppure ogni oggetto raccontava l’ordine dello scorrere del tempo.
Le bottiglie di vetro, il pentolone di rame, uno straccio e una piantina con foglioline secche dal caldo. Una porzione di credenza, di legno, come il legno di una parte della finestra, l’altra  era ferro battuto, messo lì per caso a sostenere il vetro cigolante, graffiato, sporco appannato sempre dal caldo
Una finestra che apriva sui tetti di una città che si abbracciava ad ogni balcone, ad ogni tenda spalancata al sole.
Il silenzio di un teatro che recitava alla luce di mille voci.”
m.

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