primo maggio

 

 

guardami7

© mariadipietro

Anno 1979..sette novembre.

Il mio tempo è stato rubato sia come presente che come futuro.
Vuoto.
Da chi? Da quelli che hanno lasciato questa Italia che tutti conosciamo.
Ho sempre lavorato dall’età di 18 anni senza una certezza, in bilico senza giustizia.
Ho sempre lavorato ma non ho mai avuto un lavoro.
La precarietà ha reso la mia vita un continuo sacrificio, mi ha reso invincibile senza aver paura di nulla, pronta ad ogni cambiamento, ma il tempo passato, i miei venti anni non li riavrò mai indietro.
Potevo arrivare ovunque, ero sempre ad un passo dai “piani alti”, ma quella soglia non l’ho mai voluta varcare perché era il compromesso, tra la mia etica, i miei principi e i miei ideali.
E mentre “colleghi”, persone, umanità nascondeva e nasconde questa realtà pur di apparire realizzato in un lavoro che in verità non esiste , io ho scelto la strada della libertà e della consapevolezza.

Il prezzo è alto, ma è il prezzo della mia libertà.
Quella del buon esempio, quella della dignità.
..Oggi a 36 anni sono sempre la stessa, con tre contratti di lavoro, due in libreria e uno inaspettato quest’anno come docente di fotografia  a scuola.
Tutto il resto, dai miei diciotto anni è stato “occasionale”, e quest’ultimo concetto, ci tengo a precisarlo a quelli, che con partita iva lamentano il fastidio che danno coloro che usano la “prestazione occasionale” confondendoli per quelli che lavorano in “nero”, altra cosa rispetto a coloro che invece “rubano lavorando in nero”, e quelli che per sopravvivere sono “costretti a lavorare in nero”.
Occasionale: Vivere con la soglia dei cinquemila euro all’anno significa, in questa società, vivere di ristrettezze e di una vita fatta di piccole cose, piccole..(per me comunque una fortuna di cui mai mi sono lamentata).
Non è una scelta, ma una condizione forzata da un lavoro che non è abbastanza.
La scelta è restare fedeli a se stessi, essere qualcuno, piuttosto che qualcun’altro.
…Sto cercando di dire che mi emoziono a leggere Sandro Pertini, a leggere delle donne e degli uomini di resistenza che hanno lottato per i diritti e la libertà…. Che mi sento una di loro e che il tempo rubato quelli venuti dopo, lo rivendico ogni giorno con la mia resistenza e la persona che sono.
Ogni giorno con l’esempio.
Ogni giorno dando l’esempio….
Perché tutto il resto che è intorno a me è mediocre, piatto, apparenza, chiacchiere… siamo in minoranza e per quanto forti non sarà mai abbastanza per avere il tempo che meritiamo.
Mai abbastanza.
Nemmeno la musica.
Mai abbastanza, nemmeno una fotografia.
Almeno non nel presente…
Il nostro “sacrificio” è per quelli che verranno…. E potranno leggere, come io oggi leggo dei rivoluzionari di un tempo, dei rivoluzionari di oggi.
Soli, molto più soli di quelli di un tempo….
Loro avevano un ideale.
Oggi noi siamo soli senza più nulla se non la forza di resistere grazie alla poesia.
E a quell’esempio passato e presente di persone integre fino alla morte.

primomaggioduemilasedici

m.

“Spesso un’epoca lascia il proprio segno su coloro che meno sono stati condizionati, che ne sono stati più distanti e quindi hanno sofferto maggiormente.” H.Arendt

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Questa voce è stata pubblicata il maggio 1, 2016 alle 3:37 pm ed è archiviata in Uncategorized. Aggiungi il permalink ai segnalibri. Segui tutti i commenti qui con il feed RSS di questo articolo.

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